INFORMIAMOCI
giovedì 27 novembre 2008
sabato 22 novembre 2008
mercoledì 19 novembre 2008
importante: la protesta non è finita!
mercoledì 19 novembre ore 18:00 riunione indetta dal comitato studentesco alla caserma Abela
siete pregati di partecipare.
venerdì 14 novembre 2008
Universication - a radio unificate
Speciale Università e Ricerca
L'associazione Raduni in occasione dello sciopero dell'Università e della Ricerca divenerdì 14, organizza una diretta radiofonica "a radio unificate" su 20 emittenti universitarie con collegamenti e finestre sulle manifestazioni di piazza dalle 9.30 alle 12.30.
[More.. su La Periferica ]
in streaming on RADIO ZAMMù
martedì 11 novembre 2008
ESSICCI
per Venerdì 14 novembre
forti della posizione presa dal rettore dell'università di Catania:
“Credo che questo atteggiamento morbido sia quello che deve avere un ateneo coi conti a posto. Non sospenderemo le lezioni e non occuperemo le nostre sedi, quindi. Manifestare è giusto – ha aggiunto – e il 14 parteciperò allo sciopero generale”
- assemblea aperta sui tagli -
CATANIA 06/11/2008
come Comitato Studentesco intendiamo prendere parte allo sciopero generale manifestando il nostro dissenso come già fatto giorno 30/10/2008
invitiamo
tutta la facoltà, docenti compresi, a seguire il corteo all'interno del gruppo di architettura.
Confidiamo nella vostra partecipazione !!!
sabato 8 novembre 2008
MOZIONE DI SOLIDARIETÀ ALLA PROTESTA DEGLI STUDENTI CONTRO LE AZIONI GOVERNATIVE SUL SISTEMA DELL’ISTRUZIONE UNIVERSITARIA
Preso atto della mozione approvata a conclusione dell’Assemblea cittadina del 24 ottobre 2008 indetta presso l’Auditorium dell’ex Monastero dei Benedettini a Catania e di quanto emerso dall’Assemblea degli studenti della Facoltà di Architettura di Siracusa riunita nei locali della Facoltà il 28 ottobre 2008, il Consiglio del Corso di Laurea specialistica quinquennale in Architettura della Facoltà di Siracusa esprime la propria solidarietà agli studenti e condivide le ragioni della loro protesta.
Il Consiglio del Corso di Laurea in Architettura si unisce in particolare alla protesta degli studenti in considerazione degli effetti devastanti che il blocco del turn over e il taglio del fondo di finanziamento ordinario degli atenei previsti dalla legge 133 avranno nei prossimi anni sulla vita della Facoltà.
Proprio nel momento in cui il nostro Corso di Laurea ha dimostrato, a partire dall’approvazione del nuovo ordinamento degli studi fondato sui parametri del DM 270, l’impegno e la capacità di una razionalizzazione delle risorse volte al miglioramento della qualità e dell’efficienza della didattica, l’azione del Governo vanifica di fatto questi sforzi con il taglio indiscriminato dei finanziamenti (ricordiamo che le università italiane hanno già la spesa pro capite per studente più bassa tra i paesi occidentali) ed una politica che, impedendo le assunzioni a tempo indeterminato, favorisce il precariato della docenza universitaria.
Ricordiamo che il nostro Corso di Laurea con l’attivazione pur solo parziale (limitata al 1° e 2° anno) del nuovo ordinamento elaborato ed approvato, ha già quest’anno ridotto dal 60% al 45% la percentuale dei docenti non strutturati e su questa strada – siamo convinti – si sarebbe dovuto procedere per garantire una didattica stabile e di elevata qualità in cui lo strumento contrattuale assumesse finalmente il ruolo di apporto di eccellenze esterne e non quello tampone alle insufficienze interne.
Il blocco del turn over imposto dal Governo agisce invece in senso diametralmente opposto, implementando di fatto quell’uso dello strumento contrattuale che, già ai limiti della decenza rispetto al corrispettivo finanziario che lo sostiene, provocherà necessariamente con l’ulteriore contrazione dei finanziamenti un drastico abbassamento della qualità e della stabilità dell’insegnamento.
Non è così che si può fare – come avremmo voluto – una buona scuola di Architettura, come non è così che si può pensare di agire su un settore delicato, già colmo di disfunzioni e strategico per il futuro del Paese, come l’Università.
Siracusa, 5 novembre 2008
I docenti ed i rappresentanti del Consiglio di Corso di Laurea in Architettura
venerdì 7 novembre 2008
ASSEMBLEA 6/11/08 CATANIA
“L'Ateneo di Catania si è dichiarato contrario ai tagli previsti dall'Università facendo proprio il documento della CRUI (conferenze dei rettori delle università italiane), quindi basta col dire che deve prendere una posizione. È stato già fatto. Inoltre, questa assemblea non è rappresentativa della linea di governo dell’ateneo, la quale è invece determinata dagli organi preposti. Farò in modo, comunque, che le vostre istanze siano inserite nel documento che sto preparando, e sono interessato ad allargare le assemblee anche ai ricercatori precari, evitando – magari – i colori di partito che anche adesso sono in qualche misura presenti”. Così il rettore Antonio Recca ha replicato, nel corso dell’assemblea aperta sui tagli ieri alla Cittadella, alla reiterata richiesta, da parte del movimento studentesco ma anche dei ricercatori, di prendere una posizione riguardo i piani del governo per l'Università.
L’Aula Magna del dipartimento di Scienze chimiche era gremita: almeno 500 le persone all’interno. Non solo docenti: moltissimi giovani precari e studenti erano presenti all’assemblea convocata dal rettore Antonio Recca. Molti sono rimasti fuori e hanno seguito il dibattito dai grandi finestroni che si affacciano sull’aula.
Accanto al Rettore, seduti al tavolo da conferenza, c’erano il prof. Giuseppe Cozzo (presidente della Commissione paritetica) e il direttore amministrativo Federico Portoghese.
“I bilanci non sono un optional e vanno rispettati”: queste le parole del Rettore che hanno aperto l’incontro cercando di spiegare cosa accadrà alle Università per il prossimo triennio (turn over, concorsi bloccati, tagli al Finanziamento del fondo ordinario). Come si vede dal video, il Rettore, di ritorno da Roma, ha accennato ai primi provvedimenti del nuovo decreto Gelmini. In ogni caso Recca critica le varie leggi e riforme che hanno colpito l’istruzione universitaria senza distinzione politica: “Il sistema di ricerca e istruzione non può essere trattato al di sotto dell’1% quando il trattato di Lisbona mette come tetto minimo il 3%”.
Tanti sono stati gli intervenuti a questo lungo e vivace incontro, ricco d'applausi e di molti “buuu” rivolti a chi non trovava il consenso della platea. Bersagliato anche il Rettore in più momenti (per esempio quando ha detto al nostro video-redattore Marco Pirrello, che in questi minuti monta il girato, di non riprendere "tanto siamo tra noi"). A parlare non erano soltanto docenti e rappresentanti sindacali, ma soprattutto studenti e precari della ricerca, che hanno cercato di avere il maggior spazio possibile per poter interloquire con il Rettore.
Il Movimento studentesco catanese, nei suoi interventi, ha chiesto a gran voce “una chiara e netta presa di posizione da parte del Rettore, del Senato accademico e del Consiglio di amministrazione”, come ha detto Matteo Iannitti e come già richiesto nella lettera aperta del Movimento. Sono state aspramente criticate le nuove norme che riguardano l'università, anche se gli studenti ci tengono a precisare la loro posizione: “Ciò non vuol dire che l’università ci piaccia così com’è, ma i tagli, di certo, non serviranno a migliorare la situazione”,ha affermato Angelo Scrofani. Critiche anche per i rappresentanti eletti dagli studenti perché “rappresentano se stessi o il loro partito di appartenenza”.
Nel frattempo, in questi giorni, il Governo italiano sembra aver fatto dei passi indietro riguardo all’imminente riforma universitaria: e per Antonio Scalia le riforme non si fanno solo in Parlamento: “Bisogna dire grazie – dice – a quei milioni di persone che sono scese in piazza e che hanno finora hanno raccolto solo briciole, ma che comunque sono un segnale importante”.
Gli interventi del Coordinamento dei precari della ricerca chiedono una presa di posizione delle alte cariche dell’ateneo contro l’art. 16 e l’art. 66 e contro le fondazioni di diritto privato. Qualcuno chiede di partecipare ad una riunione operativa per rappresentare i ricercatori che non hanno nessun rappresentante. Salvo Garozzo, borsista di Scienze politiche, parla di una battaglia di civiltà: “questo è un tentativo di dare un nuovo volto all’università, non una battaglia per elemosinare un posto di lavoro”.
Gli studenti catanesi, comunque, non si sono limitati a far sentire il loro dissenso, ma hanno presentato due proposte: aprire al pubblico il prossimo Senato accademico e utilizzare le sessioni di laurea per informare su ciò che accade nel mondo universitario anche chi non ne fa parte e ci mette piede, appunto, solo per la laurea di un amico o di un parente.
Alcuni docenti e esponenti del sindacato hanno messo l’accento sullo sciopero del 14 novembre prossimo, sottolineando il fatto che ad essere precari non sono soltanto i ricercatori ma anche il personale tecnico-amministrativo. Il preside della facoltà di Lingue Nunzio Famoso attacca il governo nazionale: “Mai nessun governo era arrivato al punto di prendere dall'università e spostare le risorse in altri campi. Non lo possiamo permettere, è un fatto di civiltà”. Ilprofessore Antonino Lo Giudice, preside della facoltà di Scienze, critica l'operato della CRUI. “Si è seduta al tavolo di confronto con il governo – ha detto – per portare la voce dell'università pur non rappresentandola”. Il prof. Angelo Vanella (Farmacia) ha proposto di mettere online la top 10 dei ricercatori che a Catania rappresentano un punto di forza.
Dopo quasi tre ore di interventi, la conclusione del Magnifico. Si dice contrario ai tagli sia del governo precedente sia di quello attuale. Ricorda ai presenti che i primi atenei ad innescare l’ondata di protesta sono stati quelli che rischiano di chiudere per via di una cattiva gestione e che l’ateneo di Catania, pur non rientrando nell’Aquis (“i magnifici” 13 atenei virtuosi), si trova perfettamente in equilibrio tra le università virtuose e quelle che non lo sono. E a tal proposito comunica che l’Aquis ha proposto la candidatura di Catania come esempio d’equilibrio tra il Nord ed il Sud, “perché i nostri conti sono sani”.
“Credo che questo atteggiamento morbido sia quello che deve avere un ateneo coi conti a posto. Non sospenderemo le lezioni e non occuperemo le nostre sedi, quindi. Manifestare è giusto – ha aggiunto – e il 14 parteciperò allo sciopero generale”.
Le posizioni di chi ha parlato sono chiare. Resta da capire cosa davvero pensi la maggioranza silenziosa presente ieri. I giovani hanno raccolto tanti applausi, anche da parte dei docenti. Alcuni dei quali li applaudivano in silenzio, tenendo le mani sotto il banco.
ARTICOLO DI : Olivia Calà e Desirée Miranda
Rettifiche
La GRANDE ONDA non si ferma, pur accettando le modifiche apportate al decreto legge..
qui su Repubblica troverete un sunto del pacchetto di indicazioni.
mercoledì 5 novembre 2008
aZiOnI eMbLeMaTiChE by Bg
SERVONO AZIONI EMBLEMATICHE!
PROPONGO L'INSURREZIONE DELLA MERDA!LEGGETE UN PIANO D'AZIONE SEMPLICE E DIVERTENTE..
Il punto è semplice: NOI ABBIAMO PAURA DI LORO, e LA MAGGIORANZA degli italioti si schiera con uno QUALUNQUE dei capi-bastone per mettersi al sicuro sotto il tallone di uno qualsiasi, e vivere con gli avanzi che il "protettore" getta dal tavolo.Il punto di vista và RIBALTATO:
DEVONO ESSERE LORO AD AVERE PAURA DI NOI!
BASTA, 1 O 2 A SETTIMANA, TIRARLI A FORZA (SENZA FAR LORO DEL MALE, MA SENZA PIETà) GIù DALLE LORO MACCHINE BLINDATE DI MERDA, ED IN 2-300 INFILARLI A TESTA IN GIù IN UN BARILE DI MERDA. SI, INTENDO PROPRIO MERDA, QUELLA MARRONE, PUZZOLENTE!
NIENTE BOTTE, NIENTE ARMI, NIENTE ESECUZIONI SOMMARIE.GIù DALL'AUTO ED INFILATI IN UN BARILE DI MERDA!!NON PIù DI 2 A SETTIMANA (DI OGNI SCHIERAMENTO, A ROTAZIONE E PER 6 MESI).
SENZA SLOGAN, CON UNA SOLA SCRITTA: "ATTENTI, ADESSO DOVETE VOI AVERE PAURA!!"
SAREBBE UN MIRACOLO, E L'ITALIA CAMBIEREBBE IN 6 MESI.
LO SO CHE HANNO LE SCORTE!LO SO CHE È RISCHIOSO!MA NON FARLO È ANCORA PIù RISCHIOSO!
Non si tratta solo di colpire pezzi grossi. E quindi ben protetti.Vanno benissimo anche:
- funzionari intermedi arroganti- dirigenti pubblici raccomandati- giornalisti leccaculo- dirigenti corrotti di municipalizzate- alti dirigenti di aziende private ma riconducibili a politici o mafiosi- ecc.ecc. (avete capito!!)
Comunicato agli studenti
Un milione di persone a Roma, 100 mila persone in piazza a Palermo 50 mila a Catania (con almeno 100 ragazzi di architettura che hanno dato spettacolo) e poi ancora manifestazioni a Milano (150 mila), Bologna, Parma (3 mila), Napoli, Bari (3 mila), Torino (100 mila), Firenze (4 mila), Genova (30 mila), Catanzaro. Secondo le organizzazioni sindacali l'adesione ha sfiorato l'80% del personale e il 90% delle scuole non ha nemmeno aperto i cancelli.
"idea d'italia" e un "idea d'istruzione" a cui non possiamo e non vogliamo rinunciare, e sappiamo che quest' idea, la scuola pubblica, la scuola di tutti, la custodisce, anche con i suoi problemi.
A nostro avviso in uno stato libero, quando ci si accinge a proporre una riforma si dovrebbe tenere conto delle proteste della società e delle opinioni differenti dei diretti interessati, ma le reazioni di questo governo sono andate tutte nella direzione opposta:
Maroni, ministro dell'interno, ha avvisato gli studenti che occupano dicendo: “ CHI OCCUPA LE SCUOLE ABUSIVAMENTE IMPEDENDO AGLI ALTRI STUDENTI DI PARTECIPARE ALLE LEZIONI SARA' DENUNCIATO ALLA MAGISTRATURA ”.
L'"avviso ai naviganti" del premier Silvio puntava a far ritornare in primo piano la sua leadership, indicando le proteste come una forma di danneggiamento per i più operosi, e per la loro stessa libertà.
Ha voluto indicare alla sua gente "la maggioranza silenziosa" un terreno di conflitto, quasi una chiamata alle armi, un nuovo ambito di ostilità di un'Italia: la sua Italia, contro l'altra che non lo ama o che vuole giudicarlo per quello che fa. Non ha nemmeno esitato un attimo a minacciare l'arrivo delle Forze dell'ordine nelle scuole e nelle università occupate perché sempre un "diritto di polizia" si affaccia quando lo stato non è più in grado di garantirsi gli scopi che intende raggiungere ad ogni costo.
Gli studenti in piazza conoscono minuziosamente quello per cui stanno protestando, e questo è sinonimo di un nuovo interesse dei giovani per la politica, un modo nuovo di fare politica, interessandosi e informandosi degli argomenti di cui si parla, e noi possiamo farlo perché siamo persone intelligenti desiderose di conoscere a fondo gli argomenti di cui discutiamo e non gente apatica che subisce passivamente le decisioni prese da altri. Noi sappiamo che il fondo di finanziamento ordinario delle università sarà progressivamente ridotto di 63,5 milioni di euro per il 2009, di 190 milioni per il 2010, di 316 milioni per il 2011, di 417 milioni per il 2012 e di 455 milioni a partire dal 2013, sappiamo che questo risultato sarà ottenuto vietando di assumere personale oltre il 20% dei pensionamenti dell'anno precedente.
Sappiamo pure che i docenti che svaniranno improvvisamente saranno 87.341 in tre anni. Nel 2009/10 42.105; 25.560 nel 2010/11; 19.676 nel 2011/12.
Sappiamo che per il personale amministrativo tecnico e ausiliario attualmente impiegato sono previsti 42.500 posti in meno, il 17% in meno, come si fa a dire che non ci sono tagli?
E' notizia delle ultime ore che il presidente del consiglio abbia posto un freno al secondo passo del ministro dell'istruzione che fino a quattro giorni fa dichiarava che entro una settimana avrebbe presentato il piano sull'università.
La Gelmini è circondata, dagli studenti e pure dai suoi colleghi.
Umberto Bossi ha dichiarato che << è inutile far unire pure gli universitari alla protesta della scuola >>.
Gianfranco Fini ha sottolineato i rischi di uno scontro che coinvolga i docenti e i giovani universitari e gli esperti del suo partito sono usciti allo scoperto chiedendo un confronto con tutte le parti in causa e bocciando preventivamente la strada del decreto e della fiducia.
Stefano Caldoro, socialista eletto dentro Forza Italia, impegnato a luglio come relatore della manovra finanziaria di Tremonti, ammette che servirebbe un patto con il mondo dell'università. Un patto di stabilità condiviso.
Dichiarazioni queste che danno una chiara chiave di lettura sulla situazione attuale.
Mai come adesso c'è bisogno di unione.
Abbiamo dimostrato che la voce di migliaia di persone in tante città d'Italia non può non essere sentita.
E la protesta per noi è solo all'inizio e andrà avanti ad oltranza fino a quando i responsabili non torneranno indietro sui loro passi, dichiarando e prendendo atto di errori fatti ed intenzioni sbagliate.
NOI NON SIAMO STUPIDI E NON CI FACCIAMO TURLUPINARE.
Come Comitato Studentesco abbiamo deciso di continuare lo stato di agitazione all'interno della Facoltà, per coerenza e perché crediamo che la spinta di pochi possa convincere i molti, che ancora sono restii ad informarsi, della gravità della situazione attuale.
INTENDIAMO
-Portare avanti la nostra azione concentrando all'interno di un aula di questo istituto tutte le forze attive in questa causa. Portando avanti iniziative volte principalmente ad informare e tenerci informati sui fatti di questi giorni.
-Chiedere ufficialmente un blocco della didattica, anche parziale, in modo da poter fare giorno dopo giorno il punto della situazione, comunicandolo all'interno di un assemblea da indire ogni giorno a metà mattinata all'interno dell'orario didattico (11:00-13:00), e confidando nella partecipazione critica e costruttiva dei professori, dei ricercatori e dei dottorandi.
-Contemporaneamente dei gruppi di lavoro prestabiliti porteranno avanti delle attività che verranno decise sempre attraverso le pubbliche assemblee.
-Pensiamo che bisogni cavalcare l'onda di questa mobilitazione nazionale, perché all'attuale stato di cose l'interesse per l'attività didattica non può escludere momenti di confronto costruttivo tra studenti e corpo docente.
-Poniamo la data del 14 novembre, nella quale è stato indetto uno sciopero generale, come termine di questa azione e ci riserviamo l'opportunità di agire in modo differente, sempre all'interno della legalità, nel caso in cui dovessero verificarsi episodi che porterebbero ad un'accelerazione improvvisa delle intenzioni, da noi non condivise, riguardo l’ambito universitario.
SIRACUSA
IL COMITATO STUDENTESCO
In piazza tra gli altri erano presenti: studenti universitari, studenti delle scuole superiori, studenti delle scuole medie, alunni delle scuole elementari, docenti universitari, ricercatori, professori, maestre, genitori, e molta altra gente che ha a cuore il futuro di questo paese, tutti insieme hanno urlato “NO” ai tagli alla scuola, al maestro unico, al blocco del “turn-over” all'università e al taglio di un miliardo e mezzo in tre anni ai bilanci degli atenei.
Questo paese è in rivolta !!!
Manifestazioni come queste non si erano mai viste.
Questo governo è riuscito nel miracolo di mettere insieme tutte le sigle sindacali che di solito hanno tra di loro rapporti di contrasto su ogni caso.
La pioggia è caduta su molte città, anche su di noi, ma noi incuranti abbiamo continuato a manifestare, perché le speranze riposte sul futuro non possono svanire con un decreto imposto preventivamente un giorno prima dall'alto.
E poi chi ne parla, conosce davvero questa scuola?
Questo decreto che ormai è diventato Legge dello Stato non dà l'impressione di avere una madre, ma soltanto un padre: Giulio Tremonti.
La Gelmini di suo, avrebbe dovuto proporre un disegno, un progetto educativo, un documento da discutere con le parti interessate, un percorso riformatore per passare dalle criticità di oggi a un assetto più soddisfacente nel futuro. Non lo ha fatto. La sua è una presenza muta. E' una comparsa.
I tagli sono di Tremonti e questa riforma, che è una falsa riforma, non è altro che tagli al personale docente, amministrativo e tecnico; risparmi per il bilancio dello stato; riduzione dell'orario scolastico e fine del tempo pieno; tagli al fondo di finanziamento delle università e trasformazione degli Atenei in Fondazione private.
Noi abbiamo bisogno di una riforma sostanziale e partecipata, invece ci danno meno risorse e nessun reale miglioramento del sistema.
Avrebbero fatto meglio a dire “abbiamo bisogno di soldi e tagliamo scuola e università”, invece di camuffare l'operazione come se fosse una riforma.
Noi eravamo lì perché quello che hanno detto di noi, non ci racconta, non ci descrive, e questa scuola che si prospetta non è la nostra.
Hanno bisogno di trasfigurarla per poterla distruggere in silenzio e nel disinteresse dei più. Ecco perché eravamo lì. Perché sappiamo che è in gioco un ECCOLO___
da oggi è attivo studentiarchitetturasr il blog degli studenti.
la prima intenzione è quella di tenervi informati su quello che in questi giorni coinvolge l'università tramite comunicati, documenti, video, immagini e aggiornamenti sulle attività in corso.
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